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lunedì 2 febbraio 2026

mercoledì 10 ottobre 1979

mercoledì 10 ottobre 1979
Primo giorno di Caserma

Con quel treno arrivato in stazione a Firenze, una stazione grande e mi sembrava di perdermi. Ma ho trovato quasi subito la coincidenza per Pisa dove sono arrivato verso le 7.30. Non sapevo cosa fare, ero proprio spaesato. Sono riuscito a telefonare alla mamma da una cabina telefonica dopo alcuni tentativi falliti. Per un po' ho girovagato senza meta, ho cercato di orientarmi con la piantina di Pisa che avevo portato da casa.

Alla fine mi sono rassegnato e ho preso un taxi che mi ha portato alla S.Mi.Par. Poi ho saputo che fuori della Stazione c'erano i camion che portavano in caserma le nuove reclute che sarebbero arrivate con il treno.

Sono solo, entro in porta centrale. C'è il sole, ma nella mia testa vedo tutto annebbiato. Mi sembra tutto così strano. Un caporale mi prende e mi accompagna in un'aula dove ci sono altre reclute come me, alcune arrivate ieri. Qui ci danno dei soldi, a me hanno dato 4.500 lire, ci dicono per il rimborso delle spese di viaggio per chi proviene da più lontano.

Poi ci ritroviamo in un altro posto dove ci schedano e prendono le nostre generalità, ci consegnano un cartellino provvisorio di riconoscimento che non dobbiamo assolutamente perdere, in attesa di quello definitivo con la nostra foto.

Ci viene anche chiesto se sappiamo suonare uno strumento musicale, per quelli che sanno suonare, dopo il brevetto, c'è la possibilità di andare a Livorno dove c'è la sede della Banda musicale dei Paracadutisti. Io ovviamente ho risposto che suono la tromba, credo di essere stato l'unico. In realtà c'erano una decina di reclute che conoscevano la musica, ma nessuno che suonava la tromba (ce l'avevo nel borsone ma non l'ho tirata fuori).

Cerco di parlare con altri ragazzi che sono lì, poi ci prende in consegna un caporale, ci parla un po', mi è sembrata una persona seria.

Intanto e venuto mezzogiorno, ci consegnano le gavette e andiamo a pranzare inquadrati in mensa. Ci capisce subito che è un ambiente dove si deve rigare dritto.

Nel pomeriggio ci consegnano il corredo per il posto branda, sempre con lo stesso caporale che ci ha detto di chiamarsi Tripodo (io ho subito pensato che strano nome).

Per corredo si intende il cubo, ovvero materasso, coperte e lenzuola. Le camerate sono grandi, divise in due file di brande a castello. Mi è stato assegnato il posto sopra, quello sotto di me è capitato all'unico altro friulano di questo contingente, un ragazzo di Tarvisio che si chiama Federico. Siamo inquadrati nella 9ª Compagnia, l'ultima palazzina in fondo, sulla sinistra entrando dalla Porta Centrale.

Ci sono due caporali che ci insegnano a come fare il cubo (letto), a come appendere le scarpe sulla branda, a come fare l'attenti e il riposo. Tutto deve essere fatto ed eseguito alla perfezione, tutto deve essere tenuto in ordine e pulito. A rotazione tra di noi dovremo anche scopare e pulire la camerata.

Dopo la cena e il rientro in camerata, i caporali ci fanno fare un'oretta di ginnastica. È passata la mezzanotte, le luci sono spente da un bel po', quando finalmente possiamo andare a dormire. Come inizio non c'è male!


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